
Quando si utilizzano chatbot con intelligenza artificiale generativa, è fondamentale formulare i prompt in modo corretto per ottenere risultati soddisfacenti. Una buona istruzione iniziale non solo aiuta il modello a comprendere meglio le nostre esigenze, ma guida anche l'interazione verso un esito più preciso e utile.
Prima di tutto, bisogna dire che non ci sono regole fisse e che i risultati possono cambiare in base a tanti fattori. In questo articolo troverai alcune tecniche, più o meno conosciute, per migliorare la capacità di scrivere prompt.
Il contesto
Per contesto si intende una lista di informazioni che il chatbot dovrebbe avere a disposizione per formulare una risposta più precisa. Per esempio, al posto di chiedere "Consigliami un post per Linkedin", sarebbe più opportuno dire:
Sono un [PROFESSIONE], specializzato in X, Y e Z. Vorrei delle idee per un post da scrivere su Linkedin
In questo caso, oltre a citare la professione, potrebbe essere utile scrivere:
- se è un momento particolare a causa di qualche evento;
- se ci si vuole focalizzare su un argomento in particolare;
- il target di riferimento.
Ogni prompt richiede all'utente di porsi domande differenti prima di interagire con il chatbot, ed è di fondamentale importanza non limitarsi a formulare richieste di poche parole.
Fornire un punto di vista
Un'altra tecnica efficace è quella di dire al chatbot quale punto di vista utilizzare.
Riprendendo l'esempio del post su Linkedin, il prompt potrebbe iniziare così:
Sei un copywriter di fama mondiale. Sono un [PROFESSIONE], specializzato in X, Y e Z. Vorrei delle idee per un post da scrivere su Linkedin.
Sebbene il dirgli che è un professionista di fama mondiale possa risultare divertente, in realtà permette di generare risultati più soddisfacenti.
Specificità dell'output
Ponendo una domanda al chatbot, esso ci risponderà utilizzando un linguaggio naturale, ma senza vincoli di alcun tipo. Dunque, potrebbe generare un post di poche parole, o di tantissime parole.
È possibile chiedere al chatbot di rispondere utilizzando un intervallo di parole.
Per esempio, riprendendo l'esempio, il prompt potrebbe diventare:
Sei un copywriter di fama mondiale. Sono un [PROFESSIONE], specializzato in X, Y e Z. Vorrei delle idee per un post da scrivere su Linkedin. Il post deve avere tra le 50 e le 100 parole.
Nota: nei modelli GPT-4, il chatbot fornisce dei risultati approssimativamente corretti, mentre nella versione 3.5 tende ad ignorare la richiesta.
Il tono di voce
Chiedendo al chatbot di utilizzare uno specifico tono di voce, esso modulerà l'output in modo tale che rispecchi ciò che vorreste ottenere.
Riprendendo l'esempio, il prompt potrebbe diventare:
Sei un copywriter di fama mondiale. Sono un [PROFESSIONE], specializzato in X, Y e Z. Vorrei delle idee per un post da scrivere su Linkedin. Il post deve avere tra le 50 e le 100 parole. Utilizza un tono informale.
Inserire degli esempi
Aggiungere degli esempi aiuterà il chatbot a generare l'output che si avvicinino agli esempi proposti, aumentando le probabilità per cui il risultato sia soddisfacente:
Sei un copywriter di fama mondiale. Sono un [PROFESSIONE], specializzato in X, Y e Z. Vorrei delle idee per un post da scrivere su Linkedin. Il post deve avere tra le 50 e le 100 parole. Utilizza un tono informale. In passato ho parlato di A, B e C.
Evitare domande che richiedano logica
ChatGPT alla sua base è un modello statistico che funziona molto bene, ma che non possiede reali capacità logico matematiche. Dunque, se si fanno domande come "Scrivi 10 post per Linkedin, di cui il 30% a tema X, il 40% a tema Y e il restante a tema Z", esso molto probabilmente non riuscirà ad elaborare correttamente la richiesta.
In questi casi, la gestione della logica è demandata all'utente, che potrebbe creare invece tre prompt differenti, uno in cui chiede 3 post a tema X, uno in cui chiede 4 post a tema Y ed un ultimo prompt con 3 post a tema Z.